Pertusio

PertusioPertusio (C.A.P. 10080) appartiene alla provincia di Torino e dista 44 chilometri da Torino, capoluogo della omonima provincia.
Conta 736 abitanti (al 2004) e ha una superficie di 4,03 chilometri quadrati per una densità abitativa di 174,75 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 384 metri sopra il livello del mare.
Il municipio è sito in Via Forneris 27, tel. 0124 617207, fax. 0124 659498.

Denominazione: Pertusiesi

Festa Patronale: San Firmino

Monumenti: Chiesa Parrocchiale di San Firmino, Santuario di San Frimino.

Comuni limitrofi: Busano, Valperga, Rivara, San Ponso e Prascorsano.

Comune e Territorio: Il territorio comunale è suddiviso in due zone:

  • la piana che si estende verso San Ponso e Valperga, bagnata da due torrentelli: il Rossetto e il Massiane;
    la collinare che abbraccia le pendici dì Belmonte sino a lambire i 500 metri di altitudine.
  • Il nucleo abitato, si adagia ai piedi della zona collinare e si stringe attorno al suo santuario, mentre dall’alto di un poggio domina la Parrocchiale.
Già signoria degli Arduinici, nel 1014 Pertusio passò all’episcopato di Vercelli. Ma prima di questo periodo pare che Pertusio avesse un altro signore, della famiglia dei Droy, un tempo potente e nobile gruppo famigliare originario di Cuorgné ed avente giurisdizione in Cuorgné, Valperga, Barbania, Rocca e Levone.
Dovettero essi piegarsi alla prepotenza dei conti del Canavese: ma seguitarono a dirsi consignori di Pertusio. Fu quindi signoria dei Valperga e dei San Martino, che vi costruirono una roccaforte ormai scomparsa, in una località ancor oggi ricordata con il nome di “Castellazzo”.
Pertusio partecipò, alla fine del 1300, alla rivolta del “Tuchinaggio” e nel 1391 si accordò con il fisco del conte di Savoia pagando una pesante multa. All’inizio del XVIII secolo si liberò interamente dal dominio dei nobili. Nel periodo che va dal 1929 al 1948 venne aggregato al comune di Valperga.La chiesa parrocchiale di San Lorenzo è di origine assai antica; è già nominata da una carta del 1380.
Venne radicalmente rifatta insieme alla casa parrocchiale nei 1838 ad opera del prevosto don Anselmi. Le decorazioni pittoriche interne sono del prof. Boasso.

L’economia è essenzialmente basata sulla produzione di cereali (mais e frumento) e di frutta (mele, pere e pesche) e sull’allevamento del bestiame con produzione di latticini. Molto diffusa è inoltre la coltura della vite che da luogo ad una rinomata produzione vinicola (Barbera e Freisa).

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